Anoressia

Anoressia

Un’abitudine sbagliata di alimentazione può configurare un vero e proprio disturbo di comportamento se non di personalità. L’anoressia, con la bulimia, è uno tra i disturbi più ricorrenti e significativi. Altra abitudine sbagliata è il Disturbo da Alimentazione Incontrollata, comunemente indicato con termine americano di Binge Eating Disorder (BED).L’anoressia si configura come una protratta alterazione del rapporto con il cibo, intesa come scarsa assunzione e/o rifiuto:la si può considerare tale quando al calo ponderale del 30% e oltre si associa amenorrea (assenza del ciclo mestruale) con fenomeni di alterazione complessiva più o meno grave della funzionalità dell’intero organismo. Può essere aggravata dall’uso di diuretici e lassativi e, ciononostante, la persona continua a percepirsi e vedersi come gonfia e grassa.
E’ una vera e propria malattia. Può essere curata con un trattamento ben articolato:
– sia dal punto di vista nutrizionale;
– medico-internistico;
– un intenso e mirato intervento psicoterapeutico individuale e relazionale, giacchè le cause ed i motivi di tali comportamenti sono di origine psicologica.

Come si manifesta

All’inizio il comportamento alimentare di chi ne soffre è simile a quello di molte ragazze che vogliono dimagrire. Alcune volte si inizia eliminando dalla propria dieta solo quegli alimenti che si ritiene possano far ingrassare o si nasconde il non voler mangiare affermando di non star bene. Alcune ragazze diventano vegetariane e decidono di nutrirsi solo di frutta e verdura. Altre mangiano di tutto ma in quantità insufficiente, altre ancora scoprono cibi che non fanno ingrassare, come l’insalata, la verdura, le mele e se ne concedono grandi quantità.
Chi si ammala di anoressia può erroneamente credere che i cibi piccoli facciano ingrassare meno, quindi al posto di pietanze dalle dimensioni grandi ma che in realtà magari non sono molto caloriche, preferiscono cibi piccoli ma al contrario molto calorici.
In tutti questi casi si giunge al punto in cui ciò di cui ci si ciba è assolutamente inadeguato a mantenere il peso normale. Ciò che all’inizio era solo un “mangiar meno” si trasforma con il tempo in digiuno e alla fine alla fame vera e propria. La fame a sua volta con il tempo non viene più sentita, al punto che il soggetto affermerà di non aver bisogno di mangiare perché non sente fame.
Questi e altri comportamenti devono metterci in stato di allerta e farci pensare che c’è bisogno di un aiuto specifico. È importante non vergognarsi; avere il coraggio di ammettere di avere un problema è sempre segno di maturità. Tutti possiamo vivere momenti duri; tutti abbiamo bisogno l’uno dell’altro.

Come individuarla

La prima conseguenza è spesso la scomparsa delle mestruazioni seguita talvolta da sensazioni di freddo, caduta di capelli, secchezza cutanea e varie manifestazioni dovute allo scarso apporto di sostante nutrienti che comportano un alterazione dell’organismo e sintomi dovuti alla drastica riduzione degli ormoni sessuali.
L’anoressica cerca scuse per non nutrirsi o non si presenta ai pasti. Nel corso del tempo il suo organismo, per compensare la mancanza di cibo, produce sostanze a livello neurologico (adrenalina) che attenuano in parte la sensazione di fame, e le rende iperattive, portandole spesso ad un estenuante esercizio fisico.

Non è solo un problema ``da donne``

Negli ultimi vent’anni il numero dei maschi colpiti da anoressia è raddoppiato:secondo dati recenti un ragazzo ogni 50.000 in Italia soffre di questo male. Come per le ragazze, si ricerca esasperatamente la magrezza fino al deperimento fisico, ma, essendo una malattia tipicamente femminile, può venir diagnosticata tardi, quando oramai vi possono essere conseguenze organiche serie.